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Diario elettorale di Maria Cristina Caricati, candidata nelle liste del PD al Comune di Potenza
POLITICA
22 maggio 2009
La mia forza siete Voi!

“Convertirsi” alla politica non è facile.

Mi sto rendendo conto che il mio stare tra la gente come sono finora stata deve adattarsi e trasformarsi in un nuovo linguaggio e in nuovi gesti. Sto imparando in fretta, e soprattutto grazie alle mie prime visite nel quartiere Santa Croce - in cui vivo da ormai più di vent’anni - e dopo l’istituzione del comitato elettorale in Via delle Querce.
Ho parlato con condomini, vicini, amici e nuovi volti e sono sorpresa dalla fiducia e l’accoglienza rivoltemi, dalla curiosità e dal sincero incoraggiamento. L’incitamento di molti mi ha fatto riflettere sul perché di questo sostegno disinteressato: perché prima d’ora non ero mai stata prestata alla politica e avevo vissuto in contesti sociali in cui il mio nome era stato associato al lavoro, alla mia (forse troppo severa!) imparzialità, al mio impegno per rendere la parola amministrazione pubblica un concetto concretizzato in servizi migliori di quelli di ieri.

 
Molti mi stanno chiedendo un programma, ma non voglio scrivere una lista di promesse. Voglio scrivere un programma che rifletta ciò in cui credo. E qui devo rispondere a un’altra domanda, ancora più importante: che cosa vuol dire Io ci Credo?
Io ci credo non è solo uno slogan accattivante, ma uno stile di vita. Per questi motivi:
 

1. Io credo nel valore della solidarietà.
Perché nel corso della mia vita e del mio lavoro ho incontrato donne e uomini di ogni ceto sociale e di ogni cultura chiedere e spesso non ottenere ciò che è indispensabile ad una vita dignitosa. Il più delle volte hanno chiesto di essere ascoltati e accettati nella diversità chiedendo il diritto alla cittadinanza e all’inclusione. È bastato spesso ascoltarli e introdurli nei circuiti dei servizi, del lavoro, della chiara informazione tra enti e pubblico per iniziare un percorso di valorizzazione.
Io credo una Potenza solidale che garantisca a tutti l’accesso alle strutture, risorse e servizi.  
2. Io credo nelle nuove generazioni.
Perché il futuro è vostro, ragazzi, e so che sapete inventarvi un mondo migliore di quello in cui siete nati. Perché di giovani ne ho conosciuti tantissimi e non hanno mai smesso di sorprendermi con la loro voglia di fare, di imparare, di cambiare, col loro interesse per il mondo, la politica, la cultura, con la loro preparazione e l’amore per lo studio.
Non voglio deludervi, ragazzi.
Non voglio che la generazione che ha il monopolio del presente non capisca la generazione che erediterà il futuro, ma voglio che i nostri ragazzi prendano le redini del lavoro, della gestione cittadina, della cultura, del cambiamento.

Io credo in Potenza città dedicata ai giovani, al loro presente professionale, ai loro bisogni e alla loro energia. 
3. Io credo nelle donne e nel loro insostituibile valore.
Perché so cosa significa essere donna al Sud e dover bilanciare il precario equilibrio di una società che ci chiede di lavorare ma allo stesso tempo dà per scontata la nostra presenza in famiglia. Perché conosco le donne e la loro capacità di organizzarsi, di lavorare, di andare avanti; conosco il loro valore nel mondo del lavoro; perché tutte le donne all’unisono chiedono una società veramente eguale in cui il nostro ruolo smetta di essere declassato e deriso. Perché è giunto il tempo in cui le donne siano presenti in politica e la politica sia strumento di valorizzazione della vita femminile e familiare; in cui il lavoro sia conciliato con tempi di vita frenetici e responsabilità che non si possono rimandare; in cui azioni concrete disegnino le istituzioni un piano regolatore sociale finalmente adeguato a orari, priorità, ritmi della maternità e della famiglia.
Io credo in Potenza città di donne per le donne, in cui finalmente le pari opportunità diventino elemento portante della vita cittadina.
4. Io credo nella meritocrazia.
Perché credo che il lavoro sia una questione di merito e di capacità e dobbiamo lottare affinché i nostri migliori talenti non vadano via lasciando la propria terra a chi non ha né competenze né interesse.
Ci credo perché ho visto come il talento è sinonimo di cambiamento e perché ho avuto la fortuna di intrecciare il mio cammino professionale con quello di persone preparate e competenti, ho conosciuto i loro talenti, i loro sforzi, la loro caparbietà.
La preparazione è l’unica medicina per svecchiare e mobilitare le nostre risorse.
La competenza in politica è l’unico modo di risolvere problemi cronici generati da una gestione inadeguata e impreparata delle amministrazioni.

Io credo in Potenza città di talenti, di menti capaci, di lavoratori tenaci, di politici che sanno fare il proprio mestiere.
5. Io credo nel lavoro e nel suo enorme potenziale.
Perché il lavoro significa dare dignità e significato alla vita, tradurre le proprie capacità in prodotti che vadano a beneficio di tutti e arricchiscano la società mentre ci rendono ad essa indispensabili. Perché ho vissuto nell’ambiente dei servizi all’impiego e so che il lavoro è un’improrogabile necessità soprattutto per i giovani. Perché il lavoro non finisce al termine di una consigliatura politica, ma gli elettori hanno bisogno di un disegno serio che non duri solo 5 anni. Perché sono convinta che solo un grande accordo a livello istituzionale potrà produrre quel piano per l’occupazione partecipato che dia uno stimolo alla ripresa economica e la rinascita locale. Perché è solo attraverso il censimento meticoloso delle risorse, delle figure professionali, del turismo, dei nostri vantaggi competitivi e le nostre mancanze che si può creare un piano serio, misurabile e proficuo.
Io credo in Potenza che lavora, che crea lavoro, che valorizza il lavoro. 

 
Io ci credo perché ho vissuto tra la gente e vengo dalla gente. Questi sono i valori che hanno fondato la mia vita come donna, lavoratrice, lucana.
Saranno portati nell’agenda cittadina, saranno integrati dalle vostre proposte e contributi, saranno difesi e tradotti in azioni concrete.
Sono i miei valori perché ho vissuto in questa città prima di entrare in politica e conosco la differenza tra l’essere cittadini e politici, e dalla distanza che a volte si percepisce tra politica e vita quotidiana.
Da cittadina, io ci credo. E voi?
POLITICA
18 maggio 2009
Io ci credo. E voi?

“[...] abbiamo ricandidato le persone che hanno governato bene, e candidato le persone che hanno dimostrato di avere le qualità e la preparazione – perché per amministrare bisogna essere preparati e competenti – per candidarsi a governare. Persone che hanno dimostrato, per il loro radicamento nel territorio, che quando andranno o torneranno ad amministrare, saranno in grado di mantenere con serietà gli impegni che hanno preso prima delle elezioni. [...]”
(dal discorso di Dario Franceschini a Piazza Duca della Verdura, Potenza, 11 maggio)

Settimana frenetica, ricca di impegni e di attività politica.
L’arrivo di Dario Franceschini a Potenza, lunedì scorso, ha aperto ufficiosamente la campagna elettorale.
Il Segretario è giunto in città utilizzando il treno. Un treno regionale, come quelli che, ogni giorno, pendolari, studenti, lavoratori prendono per recarsi nei luoghi di studio o di lavoro e per tornare a casa, la sera. Un gesto simbolico, certo.
Una metafora del “radicamento” profondo che il PD vuole avere nel territorio, nel paese reale, tra le persone.
Inutile negare che esista ancora, e purtroppo, un Mezzogiorno d'Italia per certi versi sottosviluppato – in termini di infrastrutture, servizi e trasporti – rispetto all'altra metà del paese.
Ed è dunque in questo modo semplice, quasi dimesso, che il segretario del più importante partito di centro-sinistra in Italia si è presentato all'elettorato potentino.
Una passeggiata “sopra Potenza”, tra saluti e strette di mano, e l'arrivo nella piccola Piazza Duca della Verdura, dove era stato allestito un piccolo palco e qualche stand con prodotti eno-gastronomici locali.
Il suo discorso ha messo in luce le contraddizioni di una politica locale votata – ora più che mai – all’interesse individuale più che a quello della collettività. Cambi di “casacca” mascherati da perseguimento di valori, veri o presunti, non possono fare bene ad un territorio già minato da profonde disuguaglianze sociali, economiche, occupazionali.
Il Segretario ha anche sottolineato l’importanza della professionalità politica e del buon governo, che si può ottenere solo affidando la gestione della cosa pubblica a persone serie e preparate. Piazza Duca della Verdura non era pienissima, a dir la verità. Però il pubblico si è dimostrato caloroso ed accogliente.
La sera stessa, un altro importante appuntamento: l’inaugurazione del comitato elettorale del candidato Sindaco – nonché sindaco uscente – Vito Santarsiero. Anche il suo discorso è stato incisivo e diretto: molto è stato fatto per una città non facile da governare, ma molto resta ancora da fare. Il passaggio sulla “coerenza” politica è stato graffiante: come si possono accettare giudizi e lezioni di politica da chi ha dimostrato di utilizzare la politica a proprio esclusivo beneficio? Ecco, questo secondo me è un punto fondamentale: troppi continuano ad “usare” la politica come mezzo, come strumento di potere e nulla più.
Ed è questa una delle prime cose che deve cambiare, proprio a partire dalle istituzioni locali.
 
Nel mio piccolo, l’avventura continua, e per fortuna passione ed energia sono ancora ad alti livelli.
Mi sono resa conto di ciò che significa affrontare una campagna elettorale, in termini di tempo e di denaro. E ho maturato un’altra riflessione: purtroppo, chi ha più mezzi a propria disposizione appare prepotentemente più forte. E’ ovvio che la capacità di arrivare, con le immagini, con gli slogan d’effetto, con le iniziative più o meno mondane, a porzioni sempre più ampie di ascoltatori (e quindi, di potenziali elettori) gioca un ruolo fondamentale.
Per la prima volta in vita mia ho “posato” per un servizio fotografico. Ero tesa ed emozionata, ma la giovane fotografa Angela Lioi ha fatto di tutto per mettermi a mio agio. Ho sorriso, e… click! La mia faccia è sui manifesti.
Mi ha colpito la frase di Angela: “Lei, signora, ha creduto in me! Avrà il mio voto.” Mi sono resa conto che è questo che serve ai “nostri” ragazzi per emergere: un pizzico di fiducia in più.
Ho aperto, insieme ai miei collaboratori, un piccolo comitato elettorale in Via Delle Querce: un punto di incontro e di riferimento per chiunque voglia confrontarsi con me in merito a programmi, progetti, o anche semplicemente per una chiacchierata informale. Sia io che i ragazzi che con me collaborano siamo a completa disposizione,
Sto ultimando la stesura di alcuni punti programmatici che caratterizzino il mio impegno, e sono pronta a discuterne con tutti voi.
 
Il calendario elettorale è proseguito con altre due importanti iniziative.
Sabato 16 c’è stato un incontro-dibattito con Rosy Bindi, mentre domenica 17, in Piazza Don Bosco, si è tenuta la manifestazione di apertura ufficiale della campagna elettorale del centrosinistra.
“E ora, in piazza” lo slogan della manifestazione; una parafrasi dello slogan scelto dal candidato alla presidenza della provincia di Potenza, Piero La corazza (“e ora, il futuro”).
L’iniziativa è stata interessante: bella musica, pubblico eterogeneo e numeroso, e discorsi politici diretti.
Tra i gruppi che si sono esibiti, gli “Effetti Collaterali”, rock band lucana, i “Musicamanovella”, autori della canzone che accompagnerà il centrosinistra durante questi giorni di campagna elettorale, i “Bellitamburi”, interessante progetto lucano-campano dal sound peculiare, etno-funk. A concludere la kermesse musicale, i “Tarantolati di Tricarico” con il loro repertorio di pizziche e tarantelle della tradizione popolare lucana.
Il pubblico giovane mi è sembrato soddisfatto e divertito dal programma musicale che la serata ha offerto.
Alle 20 e 30 circa, la piazza si è zittita per ascoltare gli interventi del candidato sindaco Vito Santarsiero e del candidato presidente Piero Lacorazza.
Santarsiero ha ribadito i punti chiave del suo programma elettorale, ed ha difeso il suo operato dalle accuse – spesso condite da una massiccia dose di disinformazione – che gli erano state rivolte durante la serata precedente da membri della coalizione elettorale di centrodestra. Ha tenuto poi a sottolineare ancora una volta l’inopportunità di un tale accanimento, non solo politico, nei suoi confronti. Il pulpito da cui tali prediche provengono non è certo quello più adatto!
 
Mi avvio ad un’altra settimana piena di impegni, sulla quale cercherò di aggiornarvi sulle pagine di questo blog.
Nel frattempo, attendo vostri interventi e vostri commenti.
Ricordate che tengo particolarmente acché i vostri pareri, le vostre opinioni, le vostre proposte, giungano alla mia attenzione.
Resto a vostra completa disposizione.
Buona settimana e… a presto!
 
 
 
POLITICA
9 maggio 2009
È ora il futuro

Benvenuti a tutti, amici, sostenitori, curiosi.

Comincia oggi, da qui,il diario di quella che per me sarà un'avventura nuova.

La mia prima campagna elettorale, la mia prima, vera esperienza politica.

Non avrei mai pensato, quando decisi di aderire al coordinamento cittadino del Partito Democratico diPotenza, che successivamente sarei stata incitata con calore a candidarmi come consigliere comunale alle elezioni amministrative.

Le motivazioni di una richiesta del genere, fatta a me che di certo non sono mai stata con “le mani in pasta”, che la politica l'ho sempre vissuta al di fuori dei palazzi, mi hanno dato molto e seriamente da pensare, prima di sciogliere il dubbio.

Ho accettato, ma non prima di essermi consultata con i miei figli, i miei consiglieri particolari!

Sono proprio loro che mi hanno trasmesso la forza, la sicurezza e l'entusiasmo.

<<Mamma, ce la puoi fare>> - ripetevo in testa le loro parole di incitazione mentre pensavo all'importanza della politica, specialmente a livello di amministrazione locale, dove il contatto tra il “politico” e il cittadino-elettore è meno schermato, più diretto; dove i risultati – o la mancanza di essi – sono subito tangibili, immediatamente palpabili.

Sono conscia dell'impegno che andrà profuso qualora – grazie a voi – dovessi risultare eletta. Non mi spaventa la responsabilità, non mi spaventa essere in prima linea.

Forse, mi sono detta, è grazie a ciò che sono stata scelta: a ciò che ho fatto, al mio vissuto, alla mia vita professionale, al mio impegno sociale. Ed anche alla conoscenza della realtà cittadina nei termini che più contano: quelli umani.

Mi rivolgo a tutti i miei concittadini, ma non posso non identificarmi maggiormente con l'elettorato femminile, con quelle donne che lavorano e lottano quotidianamente in difesa dei propri diritti, con le giovani, con le madri, con quante cominciano ora a sgomitare per farsi avanti nel mondo del lavoro e costruirsi una carriera. 

Ad esse rivolgo un saluto particolare, un abbraccio virtuale e l'invito a confidare nella politica, oggi più che mai. Bisogna superare la crisi dei valori in cui sembriamo annaspare da tempo e reagire con quanto più entusiasmo possibile, puntando ad un bene comune e non al tornaconto individuale. Ci accomuna in partenza la condizione di donne: in quanto tali, affrontiamo la vita e i suoi ostacoli con enorme coraggio, dovendo spesso dividerci tra la famiglia e il lavoro. Ci può unire, pertanto, un disegno politico condiviso. Perché, dunque, non crederci, insieme? Perché non metterci in gioco?

Occorre che chi di voi condivide con me l’intento di migliorare la città in cui viviamo, mi consideri come un’ascoltatrice pronta ad accogliere idee, proposte, lamentele, affinché ne possiamo discutere insieme e serenamente, riscoprendo il piacere e l’importanza del dialogo come elemento fondante dell’agire politico. Il mio obiettivo è costruire un programma in base ai vostri bisogni e non alle mie idee. L’amministrazione locale deve informarsi a criteri di natura territoriale, scaturire dalla società ed essere quanto più conforme ad essa.

 Intendo creare con tutti voi un’osmosi produttiva, abbattendo ogni tipo di barriera, a partire da quelle comunicative. Per questo motivo ho deciso di avvalermi di ogni mezzo per tendere l’orecchio e volgere lo sguardo. Non esitiate a farmi sentire la vostra voce.

Vi aspetto.

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